Questo articolo è particolarmente difficile da scrivere, perché servono parole illuminate per rendere conto di un incontro illuminante. Allora userò le parole che ho imparato a guardare da un’angolazione più profonda lo scorso fine settimana.
Dove? A Bologna dal 18 al 20 settembre si è svolto un evento che non conoscevo e che da oggi desidero che anche voi conosciate: InsolvenFest. I dialoghi pubblici per capire crisi debiti e diritti organizzato dall’OCI che è l’Osservatorio sulle Crisi d’Impresa.
Così non suona particolarmente allettante, ma aspettate di conoscere Massimo Ferro, magistrato presidente di sezione presso la Corte di Cassazione. Beh, anche così immagino che non suoni invitante. Pure se vi dico che, secondo me, Massimo Ferro nasce filosofo prima che magistrato…
Ok. Allora entriamo nel vivo.
A lato della sua carriera e, allo stesso tempo, in modo complementare alla sua vocazione professionale, Massimo Ferro è un Umano che da 15 anni favorisce l’incontro di magistrati, avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, giuristi con la cittadinanza, gli studenti e i loro insegnanti, e molte altre professioni che apparentemente non hanno nulla da spartire l’una con l’altra. Tutti invitati a un Festival offerto dall’OCI per permettere un confronto su temi alti che però tutti i giorni atterrano nelle nostre vite. E che dunque, più che lontani ed eterei, sono profondi e ben radicati.
Quest’anno infatti Insolvenzfest ci ha provocati con una riflessione sul rapporto tra debiti e verità, lungo il fil rouge dei diritti, abbracciando molti temi correlati come la nozione di interesse; il debito degli adulti nei confronti dell’educazione digitale dei minori; la cancel culture fino all’indebitamento da azzardo di cui ho relazionato insieme all’avvocato Luigi Ciatti, presidente dell’Ambulatorio Antiusura di Roma, vicepresidente della Federazione Antiracket e del Centro Studi per la legalità finanziaria, nonché consulente di Fondazione Adventum con cui ho il piacere di collaborare per il progetto Se questo è un gioco.
Debito
dal latino debĭtus da debere «dovere», una forma verbale contratta di dehibere, composto dalla preposizione de (da) e dal verbo habere (avere); propriamente «avere avuto qualcosa da qualcuno e dunque essergli debitore», inteso sia in senso morale sia come obbligo del debitore di adempiere una determinata prestazione a vantaggio del creditore.
Verità
La parola verità deriva dal latino veritas, a sua volta legata all’aggettivo verus (vero), proveniente dalla radice indeuropea weh-ro- che significa vero o fede. Il termine latino indica la conformità a una realtà oggettiva o a un principio. Secondo alcuni studi storici e linguistici, la radice originaria rimanda anche a un legame con il concetto di fede o patto (pensiamo alla vera per l’anello nuziale). Esiste anche un’ipotesi che ricollega la base etimologica al sanscrito vrtta (fatto, accadimento), indicando ciò che è realmente accaduto nei fatti.
Nel pensiero greco antico invece il concetto corrispondente era alétheia, composto da un’alfa privativa e dal verbo lantháno (essere nascosto, dimenticato). Alétheia significa letteralmente “il non-nascosto” o togliere il velo da ciò che è celato. A differenza del latino veritas (che insiste sulla corrispondenza o sulla certezza di un fatto), l’origine greca descrive la verità come un atto di svelamento della realtà.
«Non esiste un debito senza una domanda di verità.
Non esiste verità senza un debito di responsabilità»
Massimo Ferro ci dice che «debiti e verità si illuminano a vicenda, in quanto il debito mette in evidenza una relazione. Tutti noi infatti siamo nella vita sia debitori che creditori; riceviamo e restituiamo continuamente. Perciò il debito ha a che fare con la responsabilità, ma anche con la promessa. Non solo con il rischio». Anzi, possiamo dire che il rischio, in questa prospettiva, è proprio quello della responsabilità che ci pungola verso una direzione valoriale.
La domanda allora che Massimo Ferro ci restituisce è: Oggi come si giudica una conoscenza responsabile? Oggi che viviamo, volenti o nolenti, all’ombra del «debito cognitivo. Non solo nella scuola, ma anche in tutti gli ambiti della società in cui si trasmette il sapere». Off-line e on-line.
Debito cognitivo
è l’impoverimento graduale delle capacità mentali che si accumula quando deleghiamo in modo sistematico a strumenti esterni come l’AI funzioni fondamentali quali la memoria, la pianificazione e il pensiero critico.
Ecco che allora il cerchio generativo (o degenerativo) tra debiti e verità trova la sua direzione in base a come si sceglie di piegare lo sterzo del debito cognitivo. «Il vero rischio è la menzogna, perché la mancanza di verità porta all’incomprensione». Dunque, se essere debitori fa parte della condizione esistenziale dell’essere umano, altro discorso è essere in debito cognitivo con la verità.
Come fare allora per aiutarci a non vivere nella menzogna?
Massimo Ferro e i relatori del festival (date un occhio alle bio e ai temi degli interventi, se volete far ballare di gioia i vostri neuroni) condivide alcune proposte. Anzitutto darsi il tempo per informarsi, conoscere e pensare. La velocità è nemica della comprensione e della conoscenza profonde, dove la verità ha le sue radici. Sì, viviamo in debito di tempo.
E poi impegnarsi, ognuno nel suo campo di attività, a «rendere visibile il senso nascosto delle cose». Per esempio, abbiamo mai pensato al debito dello sfruttamento del lavoro correlato alla produzione agroalimentare? Oppure alla stortura che il nostro sistema economico fa della nozione di ‘interesse’? O ancora al debito elevato a norma dallo Stato che rende lecito l’azzardo?
Tutti gli incontri saranno presto disponibili sui canali digitali dell’OCI. Vi invito a recuperarli.
«La verità emerge come frutto di un lavoro che non si riduce alla scoperta e a un’automatica rappresentazione, ma arriva da un lungo percorso di elaborazione, analisi, decodificazione dei messaggi quotidiani e da una ricostruzione linguistica»
Grazie!





Che bella newsletter Elena, molto stimolante! Sono in debito di tempo, ma cercherò di recuperare gli interventi :-)